«Alla vigilia dell’8 marzo è giusto ricordare l’importanza dell’imprenditoria femminile e dei progetti che ne sostengono la crescita. Ma è altrettanto importante dire con chiarezza che le donne non chiedono trattamenti di favore o di essere messe su un piedistallo. Vogliono semplicemente poter lavorare e fare impresa nelle stesse condizioni degli altri, senza stereotipi, senza battute fuori luogo e senza atteggiamenti che finiscono per sminuire competenze e responsabilità» dichiara Alessandra Trivellato vicedirettore Confesercenti del Veneto Centrale.
«I dati diffusi dalla Camera di Commercio di Padova mostrano con chiarezza una tendenza che, come Confesercenti del veneto Centrale, osserviamo da tempo: il settore commercio sta attraversando una fase di forte trasformazione. Dal 2019 il numero delle sedi d’impresa nel settore è diminuito di oltre il 12%, un segnale di cambiamento strutturale legato a diversi fattori, dall’evoluzione dei consumi, alla crescita dell’e-commerce, a un contesto economico sempre più complesso. In questo scenario le imprese femminili mostrano un andamento molto simile a quello dell’intero comparto: non è quindi una crisi “di genere”, ma una difficoltà che riguarda tutto il commercio e che richiede politiche capaci di sostenere davvero le piccole imprese e i negozi di vicinato – conclude Trivellato – L’imprenditoria femminile è fatta di professionalità, capacità di innovare e grande resilienza. Il modo migliore per celebrarla non è proteggerla, ma riconoscerne pienamente il valore e creare condizioni concrete perché le imprese possano crescere e restare sul territorio».
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