L’auto resta uno strumento imprescindibile per gli agenti di commercio, ma diventa sempre più un fattore critico per la sostenibilità dell’attività
È quanto emerge dal sondaggio di Confesercenti del Veneto Centrale, che fotografa una categoria fortemente esposta all’aumento dei costi del carburante. Il dato è netto: il 100% degli intervistati utilizza l’auto per lavoro, con una larga maggioranza (81 %) che dichiara di farne un uso costante. Non si tratta quindi di una scelta, ma di una necessità strutturale legata alla natura stessa della professione. La maggior parte è proprietaria della macchina e percorre tra i 25.000 – 50.000 km in un anno. Il 73% ha la macchina diesel, seguito da benzina il 18% e infine il gpl il 10%; nessuno ha macchina ibrida o elettrica. A pesare è soprattutto il caro carburanti. Per il 60% è definito significativo, mentre solo una minoranza lo considera contenuto. Un segnale chiaro di come le recenti tensioni sui prezzi stiano incidendo direttamente sui margini operativi. Il tema economico emerge anche nelle criticità quotidiane: tra le difficoltà più citate compaiono costi di esercizio, carburante e traffico, a cui si aggiunge il problema dei parcheggi. Un insieme di fattori che, sommati, contribuiscono a ridurre l’efficienza del lavoro e aumentare lo stress operativo.
Ancora più marcato il giudizio sulle politiche pubbliche. La soddisfazione nei confronti della gestione della crisi energetica è praticamente assente: prevalgono risposte negative o critiche, con richieste esplicite di interventi più incisivi, controlli sui prezzi e riduzione della pressione fiscale. Il sondaggio restituisce una tendenza chiara: gli agenti di commercio sono tra le categorie più esposte agli effetti del caro carburante, senza strumenti reali per compensarne l’impatto. L’auto, da leva di lavoro, rischia di trasformarsi in un costo difficilmente sostenibile. E senza misure strutturali – fiscali e di sistema – il rischio è duplice: comprimere i redditi degli operatori e ridurre, nel medio periodo, la capacità commerciale sul territorio. In altre parole, non è solo un tema di mobilità, ma di tenuta economica di un’intera rete professionale.
«Il sondaggio conferma quello che registriamo ogni giorno sul territorio: per gli agenti di commercio, ma più in generale per molte attività del terziario, l’auto non è una scelta ma uno strumento di lavoro imprescindibile. E quando aumentano carburanti e costi di gestione, l’impatto è diretto sui redditi e sulla sostenibilità delle imprese». Così Giampaolo Bolzonaro, presidente Fiarc-Confesercenti del Veneto Centrale commenta i risultati dell’indagine, sottolineando come il caro energia continui a rappresentare una delle principali criticità per le attività economiche diffuse.
«Siamo di fronte a una pressione che si somma ad altre difficoltà già note: traffico, accesso ai centri urbani, carenza di parcheggi. Tutti elementi che incidono sull’operatività quotidiana e sulla competitività delle imprese. Il rischio è quello di comprimere ulteriormente i margini e rendere meno sostenibile il lavoro sul territorio». Da qui la richiesta di interventi concreti, in linea con Fiarc Nazionale «Abbiamo prospettato la possibilità di alcune soluzioni che permettano ad agenti di commercio e consulenti finanziari di guardare al futuro (almeno al futuro immediato) con un po’ più di tranquillità. Quindi abbiamo chiesto al Governo il varo di un provvedimento che preveda un contributo sotto forma di credito di imposta ed un beneficio proporzionale alle spese connesse ai carburanti ed all’auto in generale, che le procedure di accesso siano semplici e chiare».
Infine, l’appello di Mauro Cinefra, coordinatore Fiarc Confesercenti del Veneto Centrale. «Gli agenti di commercio sono il perno del sistema distributivo nazionale e in particolar modo nel Veneto. Metterli nelle condizioni di lavorare al meglio, significa valorizzare l’economia reale del territorio padovano»
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