Lo chiarisce FiscoOggi, il quotidiano online dell’Agenzia delle Entrate, precisando che la possibilità di rettifica riguarda non solo le dichiarazioni presentate lo scorso anno, ma anche quelle trasmesse a partire dal 2021, mediante la presentazione di un modello integrativo
Si avvicina l’avvio della nuova stagione delle dichiarazioni dei redditi, durante la quale contribuenti e intermediari saranno chiamati a predisporre e trasmettere i modelli 730 o Redditi relativi ai redditi percepiti nel 2025.
Sul tema interviene FiscoOggi, il quotidiano online dell’Agenzia delle Entrate, ricordando che è ancora possibile correggere eventuali errori o dimenticanze contenuti nelle dichiarazioni già presentate negli anni scorsi, comprese quelle inviate a partire dal 2021. La possibilità di modifica è disciplinata dall’articolo 2, comma 8, del Dpr n. 322/1998.
Dichiarazione integrativa: quando e come presentarla
Per rettificare una dichiarazione già trasmessa, l’unica procedura prevista è la presentazione di una dichiarazione “Redditi integrativa”. Sono infatti decaduti i termini sia per l’annullamento di un modello 730 o Redditi Persone Fisiche già inviato, sia per la presentazione della dichiarazione correttiva, che doveva essere trasmessa entro il 31 ottobre 2025.
L’integrazione richiede la compilazione di una nuova dichiarazione completa, utilizzando il modello approvato per l’anno d’imposta di riferimento. In essa dovranno essere indicati i redditi e gli oneri — deducibili o detraibili — non correttamente dichiarati nella dichiarazione originaria.
Chi ha utilizzato l’applicativo web dell’Agenzia delle Entrate può presentare tramite lo stesso servizio anche l’integrativa relativa alle dichiarazioni precompilate degli ultimi cinque anni (dal 2021 al 2025, per i periodi d’imposta 2020-2024). In alternativa, resta sempre possibile rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato.
La dichiarazione integrativa può essere presentata solo se la dichiarazione originaria è stata validamente trasmessa. Sono considerate valide anche le dichiarazioni presentate in ritardo entro novanta giorni dalla scadenza, ferma restando l’applicazione delle sanzioni previste.
Termini di presentazione
A prescindere dal risultato della rettifica — maggiore o minore credito, maggiore o minore debito — la dichiarazione integrativa può essere trasmessa entro:
- 2 novembre 2026, termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo;
- 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, che per il periodo d’imposta 2024 coincide con il 31 dicembre 2030.
Con il decreto legge n. 193/2016 è stata introdotta un’unificazione dei termini di presentazione delle dichiarazioni integrative, sia a favore sia a sfavore del contribuente, allineandoli ai termini previsti per l’attività di accertamento dell’Amministrazione finanziaria.
La distinzione tra le due scadenze resta però rilevante perché influisce sulle modalità di utilizzo dell’eventuale credito e sulla riduzione delle sanzioni applicabili.
Integrativa a favore del contribuente
Quando l’integrazione comporta un maggior credito o un minor debito, il credito risultante può essere:
- portato in diminuzione nell’anno successivo;
- oppure richiesto a rimborso.
Se l’integrativa viene presentata entro il 2 novembre 2026, il credito non richiesto a rimborso potrà essere utilizzato in compensazione già nella dichiarazione 730/2026 o Redditi/2026.
Se invece la dichiarazione integrativa viene presentata dopo tale data, il credito potrà essere utilizzato in compensazione solo per il pagamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di presentazione dell’integrativa e dovrà essere indicato nella dichiarazione relativa a tale periodo.
Integrativa a sfavore del contribuente e ravvedimento operoso
Nel caso in cui la rettifica comporti un maggior debito o un minor credito, alla presentazione dell’integrativa devono accompagnarsi:
- il pagamento delle imposte dovute;
- il versamento degli interessi calcolati al tasso legale;
- il pagamento delle sanzioni.
Per la regolarizzazione è possibile ricorrere al ravvedimento operoso, che consente una riduzione delle sanzioni secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 472/1997. Le recenti modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 87/2024, applicabili alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024, mirano a favorire maggiormente l’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti.
Per informazioni di dettaglio e assistenza operativa è consigliabile rivolgetevi al Caf Confesercenti.
L’articolo Dichiarazione dei redditi: come correggere errori o omissioni degli anni precedenti proviene da Confesercenti Nazionale.