12 miliardi di adempimenti in un anno che raddoppiano la pressione fiscale e burocratica sulle imprese
Gli adempimenti burocratici rappresentano una componente rilevante dei costi che gravano sulle imprese del commercio, del turismo e dei servizi, in particolare sulle micro e piccole attività: una occulta burocratax che drena ben il 3% del fatturato – secondo le stime di Confesercenti – questo il peso annuo complessivo delle procedure necessarie a mantenere in vita la propria attività. Per oneri burocratici, ogni impresa infatti si trova a pagare in media oltre 10 mila euro l’anno, per un esborso complessivo di 12 miliardi di euro l’anno che portano a raddoppiare la pressione fiscale e burocratica sulle imprese. Un fardello, quello della burocrazia, che non si misura soltanto nei costi monetari diretti, ma anche nel tempo dedicato alla gestione delle scadenze, ai rapporti con la pubblica amministrazione e all’adeguamento continuo alle normative.
I principali interventi di semplificazione degli ultimi 15 anni
Negli ultimi quindici anni il tema della semplificazione amministrativa è rimasto costantemente al centro del confronto pubblico tra Governi, associazioni d’impresa e amministrazioni territoriali.
Il portale Impresa in un giorno e il modello SUAP hanno rappresentato un passaggio quasi rivoluzionario verso l’idea di un punto unico di accesso per l’avvio e la gestione dell’attività d’impresa: di fatto una eccellente idea rimasta però solo sulla carta.
Il tema della semplificazione è tornato al centro con il PNRR, che ha collegato in modo più stretto la riduzione degli oneri burocratici agli obiettivi di competitività e di capacità amministrativa. L’Agenda per la semplificazione 2020-2026 ha previsto la reingegnerizzazione delle procedure, la standardizzazione della modulistica, la digitalizzazione dei procedimenti e la creazione di un catalogo unico dei regimi amministrativi, con traguardi quantitativi di centinaia di procedure da semplificare entro il 2026.
Nel complesso, il dibattito degli ultimi quindici anni mostra un elemento ricorrente: l’ampia consapevolezza del costo economico della burocrazia non si è ancora tradotta in una riduzione strutturale e percepibile degli oneri per le imprese. Ed i risultati finora raggiunti sono drammaticamente parziali finché non si Interverrà in modo sistematico su tre criticità: l’eccesso di stratificazione normativa, la mancata uniformità territoriale nell’applicazione delle regole e la tendenza a sostituire, continuamente, vecchi adempimenti con nuovi obblighi formali. Nel mondo del lavoro, la sovrapposizione continua di normativa rende infatti la gestione onerosissima per le aziende.
Il costo per le pmi di commercio e turismo
Prima di analizzare nel dettaglio il peso economico degli adempimenti, è utile precisare che commercio, ricettività e pubblici esercizi condividono un nucleo comune di obblighi amministrativi – fiscali, contributivi, in materia di lavoro, sicurezza e privacy – ma presentano anche differenze rilevanti legate alla natura dell’attività svolta.
Nella tabella che segue, considerando le imprese da 0 a 49 addetti, abbiamo stimato il costo annuo complessivo per ciascuna impresa degli adempimenti burocratici necessari a mantenere in vita la propria attività. La spesa annua media per impresa è poco meno di 10mila euro, il costo è più alto per le imprese turistiche, soprattutto per quelle alberghiere: in media ogni impresa spende oltre 14mila euro l’anno solo per le procedure. Di questa cifra, l’80% è per l’acquisto di servizi professionali esterni all’impresa. Nel complesso queste spese incidono per quasi il 3% sul fatturato delle imprese.
| Stima costi della burocrazia per alcune tipologie di imprese dei servizi 0-49 addetti | |||
| N. imprese | Costo medio per impresa in euro | Costo complessivo mln di euro |
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| Commercio al dettaglio | 530.313 | 8.155 | 4.325 |
| Commercio ingrosso e intermediari | 358.571 | 7.792 | 2.794 |
| Alloggio e ristorazione | 327.853 | 14.918 | 4.891 |
| Totale | 1.216.737 | 10.288 | 12.009 |
| Fonte: stima Confesercenti su dati Istat e indagini | |||
“La strada verso una vera semplificazione degli adempimenti per le imprese è ancora lunga – dichiara Nico Gronchi, presidente di Confesercenti –. Negli ultimi anni si sono susseguiti interventi e annunci, ma il risultato è che gli obblighi amministrativi continuano a crescere e a sottrarre tempo e risorse alle attività economiche. Serve un cambio di approccio: utilizzare più la gomma per cancellare norme e procedure superflue che la penna per introdurne di nuove. In questo percorso, anche l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento prezioso per razionalizzare il quadro normativo, eliminare sovrapposizioni e rendere più semplice il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione. Ridurre la burocrazia non significa diminuire i controlli, ma aumentare l’efficienza del sistema e la competitività delle nostre imprese”.
L’articolo Fisco: Confesercenti, l’occulta burocratax drena il 3% del fatturato delle pmi di commercio, turismo e servizi proviene da Confesercenti Nazionale.