Prezzi: Confesercenti, si conferma fase resiliente economia. Pace ad Hormuz essenziale per rafforzare crescita

Con accordi USA-Iran la previsione di un tasso di inflazione al +2,6% entro fine anno si fa più concreta

Si conferma la fase resiliente e di tenuta complessiva del sistema distributivo – nonostante le incertezze dovute al contesto internazionale e al proseguimento delle tensioni ad Hormuz – come dimostrano i dati provvisori sui prezzi diffusi da Istat, che per giugno registra un tasso del +3,0% su base annua, in riduzione rispetto al +3,2% del mese precedente, anche se il quadro generale resta esposto a forti fattori di instabilità esterni, in particolare sul versante energetico e delle materie prime.

Così Confesercenti in una nota.

In ogni caso, dunque, si tratta di uno scenario che deve spingere alla prudenza e a monitorare con attenzione la dinamica dei prezzi ed i possibili effetti sulle famiglie e sulle imprese: il rallentamento è positivo ma non può essere interpretato come un definitivo superamento delle tensioni sull’inflazione.

Fuori dai confini nazionali, occorre impegno anche in Europa: dalla Bce arrivano segnali che non escludono possibili nuovi rialzi dei tassi di interesse, ma in una fase delicata e che si contraddistingue per crescita debole, consumi ancora fragili e incertezze legate al quadro geopolitico internazionale, il rialzo del costo del denaro rischia infatti di tradursi in un ulteriore freno per la domanda interna e l’economia, mentre occorrono misure coordinate per contrastare possibili nuovi shock energetici e sostenere con forza la crescita.

In attesa di un quadro socioeconomico di prospettiva più solido, la fase attuale conferma, però, elementi di fiducia, favoriti dalle fasi di tregua legate al conflitto in Iran: se i colloqui di pace proseguissero e perdurassero nel tempo, con una normalizzazione dei rapporti nella regione, l’impatto per la nostra economia potrebbe essere rilevante – come da nostre recenti stime Confesercenti-CER – con una riduzione dell’inflazione al +2,6% entro la fine dell’anno, circa 6,6 miliardi di euro di crescita aggiuntiva del Pil e +4,6 miliardi di consumi entro la fine del 2027. L’obiettivo resta, perciò, quello di consolidare la pace ed, al contempo, accompagnare la nostra economia con misure di rafforzamento dei consumi e di sostegno per le imprese e le famiglie.

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