Confesercenti Angri: saldi al via, ma i negozi di vicinato soffrono

Il Presidente Severino: “Saldi iniziati il 4 luglio, ma nessuno se n’è accorto. Così si penalizzano i negozi di vicinato”

I saldi estivi sono partiti in Campania, ma il loro avvio passa quasi sotto silenzio. Confesercenti Angri, attraverso il Presidente, denuncia un sistema di regole che non funziona e che continua a mettere in difficoltà i negozi di prossimità, schiacciati dalla concorrenza delle grandi piattaforme online.

I saldi estivi sono partiti il 4 luglio, ma per molti consumatori il loro avvio è passato quasi inosservato. Un segnale preoccupante, secondo Confesercenti Angri, che denuncia ancora una volta un sistema di regole che non funziona e che continua a danneggiare i negozi di prossimità. “È assurdo che ogni anno si ripeta lo stesso stillicidio: date sbagliate, comunicazione debole, e un mercato ormai dominato dalle major online che fanno sconti tutto l’anno», afferma Aldo Severino, presidente di Confesercenti Angri che da anni è impegnato in battaglie sindacali e commerciali del territorio. A pagare questo sistema errato è sempre il piccolo commerciante, il negozio di quartiere. Le regole dei saldi vanno cambiate, altrimenti si muore tutti”. Una posizione perfettamente in linea con quella del presidente regionale Vincenzo Schiavo, che da tempo chiede una revisione del calendario e una tutela reale per le attività di vicinato.

Secondo le analisi del Centro Studi Confesercenti Campania:

  • La stagione durerà 60 giorni.
  • Il giro d’affari complessivo potrebbe raggiungere 800 milioni di euro.
  • 600 milioni generati dagli acquisti dei residenti.
  • 200 milioni spinti dallo shopping dei turisti.
  • La spesa media prevista per ogni consumatore campano è tra 190 e 200 euro.

Numeri significativi, sostenuti dal turismo internazionale e dall’interesse per il Made in Italy, ma che non cancellano la criticità principale: i saldi non sono più percepiti come vendite di fine stagione. L’allarme: “I saldi devono tornare ad avere un senso”. Confesercenti ribadisce che i saldi devono tornare a essere ciò che erano: un’opportunità di fine stagione, non una corsa agli sconti anticipati che svuota il valore del prezzo pieno. La concorrenza delle piattaforme e commerce straniere, che applicano ribassi 365 giorni l’anno, rende impossibile per i negozi di vicinato competere ad armi pari. “Se non si interviene sulle date, sulle regole per i colossi di vendita on line, i centri storici continueranno a svuotarsi e le botteghe a chiudere», sottolinea Severino. “Non è solo una crisi economica: è una crisi sociale e urbana”.

Il rischio per i territori

La desertificazione commerciale dei centri cittadini è già visibile in molte aree della Campania. Meno negozi significa:

  • meno sicurezza,
  • meno presidio sociale,
  • meno qualità della vita,
  • meno identità per le comunità locali.

Confesercenti chiede quindi un intervento urgente della Regione e del Governo per rivedere il calendario dei saldi e garantire condizioni eque per chi lavora sul territorio.

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