Confesercenti Bologna al fianco dei negozi danneggiati dalla manifestazione del 20 luglio

Stanchi dei ripetuti assalti, i negozianti meditano una serrata

Confesercenti Bologna è al fianco di tutte le attività commerciali danneggiate dai tafferugli scoppiati nella serata di ieri, 20 luglio 2026, a margine della manifestazione indetta dal Comune a sostegno della famiglia di Abderrahim Fakir, morto durante un fermo di polizia a mezzogiorno del 19 luglio.

Non è più tollerabile che un gruppo di facinorosi metta a ferro e fuoco il centro cittadino e provochi ingenti danni ai negozi solo sulla base di un fatto che riguarda le singole persone.

Chi ripaga i commercianti dei danni subiti?

Fatti come questo si ripetono troppo spesso negli ultimi temi.

I commercianti bolognesi stanno meditando un’iniziativa di protesta che potrebbe arrivare all’abbassamento delle serrande dei negozi.

Sui fatti accaduti Confesercenti Bologna ha massima fiducia nell’operato della magistratura e nelle istituzioni che chiariranno le dinamiche di quanto successo in via Italo Svevo al Pilastro di Bologna.

Quando si indicono manifestazioni come quella del 20 luglio, ci si aspetta che l’organizzatore abbia un controllo pieno della piazza e che abbia tenuto conto di tutto quello che può generare.

Si può manifestare per qualsiasi motivo ma con il rispetto della città e delle istituzioni.

Con quanto successo lunedì sera in piazza Roosevelt a Bologna si dà il via libera a soggetti che utilizzano ogni pretesto per creare danni alla città. E i commercianti non possono essere chiamati a riparare i danni di queste frange incontrollabili.

ADESSO BASTA!!!

Negozianti e gestori del pubblici esercizi di Bologna si sono stancati. Anche della situazione di degrado e di insicurezza in cui vive la città!

Con l’amministrazione ci deve essere un dialogo che vada nella stessa direzione che è quella di crescere e creare più opportunità per il commercio stesso. Se tutti gli sforzi vengono resi vani da queste situazioni (ieri non è stata certo la prima volta) i commercianti di Bologna saranno costretti a trarne le dovute conseguenze.

Se, da un lato, i negozianti lavorano per la propria impresa, dall’altro, si impegnano anche per la nostra città che amano e che vorrebbero vedere sempre meglio. E non in balìa di gruppi organizzati che vogliono distruggere tutto.

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