Confesercenti presenta i “conti della desertificazione commerciale” e rilancia la mobilitazione del 9 e 10 settembre per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla rigenerazione urbana
La desertificazione commerciale non è più soltanto una percezione: oggi è possibile misurarne anche l’impatto economico e la perdita di ricchezza sui territori e Confesercenti rilascia il quadro preoccupante che riguarda il tessuto commerciale di Ravenna città e provincia. In provincia di Ravenna, tra il 2019 e il 2025, le imprese del commercio al dettaglio sono passate da 4.332 a 3.401, con una diminuzione di 931 attività, pari al 21,5%. Una contrazione che, secondo le stime elaborate da Confesercenti, corrisponde a 140 milioni di euro di ricchezza perduta per il territorio.
Il fenomeno è ancora più evidente nel capoluogo: a Ravenna le attività commerciali al dettaglio sono passate dalle 1.768 del 2019 alle 1.340 del 2025, con 428 imprese in meno (-24,2%) e una ricchezza perduta stimata in 64 milioni di euro. Numeri che raccontano una trasformazione profonda delle abitudini di acquisto e, contemporaneamente, dell’economia urbana. Perché quando chiude un negozio non viene meno soltanto un’attività economica: si indebolisce un intero ecosistema fatto di occupazione, reddito d’impresa, immobili attivi, affitti, servizi professionali, tributi locali, manutenzioni, sicurezza e relazioni sociali.
È questa la “contabilità territoriale della desertificazione” che Confesercenti vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni. Il commercio di prossimità svolge infatti una funzione che va ben oltre la vendita di un prodotto. È una vera e propria infrastruttura territoriale, capace di generare occupazione diffusa, mantenere attivi gli immobili, garantire servizi accessibili e contribuire alla vitalità e alla sicurezza dei quartieri.
Il commercio online rappresenta un’opportunità e può essere una risorsa anche per le imprese fisiche, soprattutto quando i due canali vengono integrati. Il problema nasce quando una quota crescente della spesa si sposta verso le grandi piattaforme marketplace: in questo caso una parte significativa del valore generato dalla vendita si allontana dal territorio nel quale vive il consumatore. La fotografia elaborata da Confesercenti è chiara: per ogni 100 euro spesi nelle attività fisiche, circa 70 euro rimangono radicati nei territori; per ogni 100 euro spesi online, circa 70 euro si delocalizzano.
Misurare questa differenza significa rendere evidente ciò che spesso viene percepito, ma rimane implicito: il valore di un negozio non coincide soltanto con il suo fatturato. Attorno a ogni punto vendita ruota un ecosistema economico e sociale fatto di lavoro, reddito, affitti, servizi, fiscalità locale, manutenzioni e presidio del territorio. È questo insieme di ricadute che giustifica e rende necessaria una politica pubblica di sostegno al commercio di prossimità.
Il 9 e 10 settembre la mobilitazione per la legge sulla rigenerazione urbana
È proprio da questa consapevolezza che nasce la mobilitazione nazionale promossa da Confesercenti a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”. L’obiettivo è raccogliere 50.000 firme per portare in Parlamento una proposta che punta a contrastare la rarefazione commerciale e a rafforzare il tessuto economico e sociale dei territori.
“Questi numeri ci dicono che la desertificazione commerciale non è un problema del futuro: è già una realtà che sta cambiando le nostre città e il nostro territorio – sottolinea Monica Ciarapica, presidente di Confesercenti Ravenna-Cesena –. In provincia di Ravenna abbiamo perso 931 attività commerciali in sei anni, insieme a 140 milioni di euro di ricchezza che non viene più generata e redistribuita localmente. E il costo reale è ancora più alto, perché nei numeri non possiamo conteggiare la perdita di servizi, di presidio, di sicurezza e di socialità che accompagna la chiusura di un negozio.”
“Per questo crediamo sia necessario cambiare prospettiva: il commercio di prossimità non può essere considerato soltanto un settore economico da sostenere nei momenti di difficoltà, ma una vera infrastruttura delle nostre città. Ogni negozio aperto significa lavoro, servizi, immobili utilizzati, relazioni e presidio del territorio. Difenderlo significa investire nella qualità urbana e nella tenuta delle nostre comunità.”
La mobilitazione sul territorio: i banchetti in provincia di Ravenna e nel cesenate
Il 9 settembre saranno attivi i punti di raccolta a Cesena, dalle 9 alle 12 presso il loggiato comunale, e a Lugo, dalle 9.30 alle 12 presso il Bar Jolly, alle Logge del Pavaglione Il 10 settembre sarà invece la volta di Ravenna, dalle 9.30 alle 12 in piazza Andrea Costa, e Solarolo, dalle 9.30 alle 12 presso Grazia Nonsolomerceria, in corso Mazzini 31. La raccolta firme proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori appuntamenti sul territorio.
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