“Limitare gli affitti brevi produrrà davvero più abitazioni disponibili per le famiglie?”. È la domanda posta da Claudio Cuomo, presidente di Aigo-Confesercenti, alla vigilia della presentazione della proposta della Commissione europea sull’Affordable Housing Act.
La prospettiva di una stretta sugli affitti brevi desta preoccupazione tra gli operatori dell’extralberghiero: “Siamo preoccupati, anche se è vero che si tratta di una proposta e che l’iter parlamentare non è ancora cominciato”, sottolinea Cuomo, evidenziando come il tema della disponibilità di abitazioni debba essere affrontato guardando all’intero patrimonio immobiliare.
Secondo gli ultimi dati Istat citati da Aigo, nel 2024 in Italia risultavano circa 9 milioni di abitazioni non affittate, né come locazioni brevi né attraverso contratti di affitto tradizionali. “La questione – osserva Cuomo – non può quindi essere ricondotta esclusivamente agli affitti brevi”.
Il problema delle locazioni e le difficoltà per i proprietari
La scarsità di abitazioni disponibili, soprattutto nei grandi centri urbani, nelle città d’arte e nelle città universitarie, da Firenze a Roma, da Venezia a Napoli e Bologna, secondo Aigo è legata anche alle difficoltà che incontrano i proprietari nel mettere gli immobili sul mercato delle locazioni.
“Il costo delle operazioni straordinarie per i condomini e quindi per i proprietari di immobili è salito tantissimo e spesso non c’è sicurezza del pagamento di un affitto o che l’immobile sia liberato a breve termine”, spiega Cuomo. A fronte di questa incertezza, aggiunge, “l’unica sicurezza è che le tasse su quel contratto di affitto vanno comunque pagate”.
Per Aigo, dunque, occorre intervenire sulle condizioni complessive che favoriscono o scoraggiano la locazione. “Il patrimonio immobiliare resta comunque uno degli investimenti maggiori per gli italiani – sottolinea Cuomo – e ha il potenziale di dare un reddito o di integrarlo ad altrettante famiglie. Non si capisce per quale motivo si parli soltanto di limitare gli affitti brevi e non di cosa faranno i proprietari di case che, se la normativa venisse adottata dagli enti locali, sarebbero fortemente limitati”.
Servono politiche abitative adeguate
Aigo riconosce l’esistenza di aree caratterizzate da un maggiore stress abitativo, dove una quota significativa degli immobili è destinata all’uso turistico. Ma, secondo Cuomo, la risposta non può essere affidata esclusivamente alla limitazione degli affitti brevi.
“Non neghiamo l’evidenza che ci sono aree che hanno un maggiore stress abitativo, nel senso che molti immobili sono affittati a uso turistico”, afferma. Allo stesso tempo, però, “mancano politiche abitative adeguate da parte dei Comuni, delle Regioni e dello Stato e invece si chiede ai privati di sopperire a questa esigenza”.
Il tema riguarda anche la disponibilità di alloggi per gli studenti universitari, una delle emergenze più sentite nei principali centri accademici italiani. Per Aigo, è necessario affrontare la questione attraverso politiche strutturali, senza scaricare sui singoli proprietari e sugli operatori dell’extralberghiero responsabilità che richiedono un intervento pubblico.
Aigo pronta al confronto con le istituzioni europee
L’associazione annuncia infine l’intenzione di partecipare attivamente al confronto sulla proposta europea. “Non appena inizierà l’iter parlamentare europeo – conclude Cuomo – ci sarà la possibilità di interloquire con gli eurodeputati, con le commissioni competenti, anche mediante il nostro ministero del Turismo”.
Aigo coinvolgerà inoltre i propri associati nella consultazione prevista sulla piattaforma europea dedicata alla proposta normativa, invitandoli a esprimere le proprie osservazioni e a contribuire al confronto sul futuro della regolamentazione degli affitti brevi.
L’articolo Affitti brevi, Cuomo (Aigo-Confesercenti): “La stretta preoccupa, ma non risolve il problema delle case sfitte” proviene da Confesercenti Nazionale.