La Segretaria Ulandi. “Il commercio di prossimità agisce come una vera e propria infrastruttura territoriale”
Abbiamo letto dagli organi di stampa dell’importante iniziativa del Presidente della Fondazione Cral, Paolo Arrobbio, contro la desertificazione bancaria, che depaupera i servizi fondamentali del territorio.
Confesercenti e Procom esprimono grande apprezzamento per la lodevole iniziativa e si rendono disponibili a collaborare, perché i soggetti scriventi stanno conducendo la stessa battaglia contro la chiusura delle attività di vicinato, che sono un presidio fondamentale perché i paesi, le città, i borghi e i quartieri vivano e non si svuotino. Pertanto il tema di preservare i territori dalla desertificazione dei servizi è congiunto e comune.
A tale proposito Confesercenti Nazionale sta raccogliendo le firme per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare con l’obiettivo di far adottare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.
Meno negozi, meno ricchezza che resta sul territorio. Tra il 2019 e il 2025, la riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento delle quote di mercato delle grandi piattaforme internazionali di eCommerce hanno sottratto valore ai circuiti economici locali, “delocalizzando” circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie.
È quanto emerge dalle elaborazioni Confesercenti sulla dinamica delle imprese e sugli effetti della desertificazione commerciale, che in sei anni ha visto scomparire oltre 111mila imprese dal commercio al dettaglio.
L’arretramento della rete commerciale non ha solo ridotto l’accesso dei residenti a beni e servizi, ma ha indebolito i sistemi territoriali. Lo spostamento degli acquisti dai negozi sotto casa alle piattaforme internazionali non è infatti neutro per le economie locali: secondo le stime Confesercenti, per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nel circuito economico locale, attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità. Quando invece la stessa spesa si sposta sui grandi marketplace online internazionali, circa 70 euro escono dal territorio. Meno acquisti nella rete fisica significano quindi una quota maggiore di consumi che non alimenta più l’economia locale.
“Il commercio di prossimità agisce infatti come una vera e propria infrastruttura territoriale. Attorno a ogni attività si muovono occupazione diffusa, redditi, immobili attivi, servizi professionali, manutenzioni, tributi locali e una rete di beni e servizi accessibili, cui si aggiungono presidio degli spazi urbani, sicurezza e coesione sociale. La progressiva riduzione delle attività commerciali fisiche, insieme al cambiamento delle abitudini di acquisto, modifica profondamente questo equilibrio. L’e-commerce rappresenta un’opportunità, soprattutto quando si integra con la rete dei negozi e consente anche alle piccole imprese di raggiungere nuovi mercati. Diverso è l’effetto quando gli acquisti si spostano sulle grandi piattaforme marketplace internazionali, perché una quota significativa del valore della vendita si allontana dalla residenza dell’acquirente.” – dichiara Manuela Ulandi, Segretaria Provinciale Confesercenti Alessandria.
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L’articolo Contro la desertificazione bancaria, Confesercenti Alessandria e Promocom sono al fianco della Fondazione Cral proviene da Confesercenti Nazionale.