Confesercenti E.R.: rigenerazione urbana, superate le 50mila firme per la proposta di legge con due mesi di anticipo

Rappresentanti di Confesercenti Emilia Romagna a Roma per la consegna delle firme. Sottoscrizione aperta fino al 25 novembre

Si è svolta a Roma la cerimonia di consegna simbolica delle oltre 56.000 firme raccolte da Confesercenti per la proposta di legge d’iniziativa popolare per dare forza ai negozi sotto casa. La proposta “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, ha superato la soglia di sottoscrizioni necessaria per la presentazione in Parlamento, raggiungendo l’obiettivo con due mesi di anticipo sulla scadenza del 25 novembre.

Ad annunciare il risultato, durante il Confesercenti Forum “Aperti”, in Piazza del Popolo a Roma, è stato il Presidente Nico Gronchi che ha consegnato le 56.611 firme raccolte al sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento Paolo Barelli. Erano presenti anche i rappresentanti di Confesercenti Emilia Romagna, che ha contribuito alla raccolta con oltre 11.000 firme, nelle persone di Dario Domenichini, Presidente di Confesercenti Emilia Romagna e Reggio Emilia; Mauro Rossi, Presidente di Confesercenti Modena; Francesca Chittolini, Presidente di Confesercenti Parma; Massimo Zucchini, Presidente di Confesercenti Bologna; Marco Pasi, Direttore di Confesercenti Emilia Romagna; Giulia Gervasio amministratrice di CAT Confesercenti Emilia Romagna e Emanuela Pizzirani, Responsabile di ANVA Bologna oltre a Nicola Scolamacchia Vice Presidente di EBTER.

“È una vittoria delle imprese e dei territori – ha dichiarato Nico Gronchi, Presidente di Confesercenti Nazionale – e il risultato di una mobilitazione che ha coinvolto tutta la nostra rete territoriale. Ringrazio chi ha firmato e chi ha lavorato alla raccolta: imprenditori, cittadini, dirigenti e collaboratori dell’associazione, amministratori locali. Insieme abbiamo portato all’attenzione del Paese una richiesta precisa: fermare la desertificazione commerciale e sostenere le attività che danno lavoro, servizi e vita ai nostri centri abitati”.

La campagna ha unito raccolte di firme nelle piazze, iniziative pubbliche e sottoscrizioni online, raccogliendo anche il sostegno di tanti europarlamentari, senatori, deputati, segretari di partito, presidenti di regione e di provincia, sindaci, consiglieri regionali e comunali e personaggi famosi. In Emilia Romagna hanno sottoscritto il Presidente della Regione, Michele De Pascale; l’Assessora regionale, Roberta Frisoni; il Capogruppo PD in Regione, Paolo Calvano e numerosi consiglieri dei diversi Gruppi; i Sindaci di diversi Comuni, fra cui Bologna, Rimini, Parma, Modena; Assessori al Commercio di numerosi Comuni a partire da quello di Ferrara; diversi Comuni hanno approvato all’unanimità ordini del giorno a sostegno della proposta come quelli di Cesena, Ravenna, Cervia e tanti altri Comuni di dimensioni minori e diversi consiglieri comunali e gruppi politici appartenenti sia al centrodestra che al centrosinistra e a liste civiche; personaggi noti al grande pubblico come lo chef Massimo Bottura e il cantante Nek.

Il cuore della proposta è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità, le ZESpro: aree in cui favorire il mantenimento e l’apertura di attività attraverso agevolazioni fiscali, sostegni finanziari e semplificazioni amministrative. Il testo prevede inoltre un Fondo dedicato e un Osservatorio nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per monitorare il fenomeno e l’efficacia degli interventi.
La raccolta firme continua ancora fino al prossimo 25 novembre, sia attraverso il sito del Ministero della Giustizia, tramite SPID, CIE o CNS, sia fisicamente presso le sedi di Confesercenti.

“Le firme raccolte rappresentano una chiara volontà di sostegno a tutto quello che le imprese di prossimità rappresentano in termini di socialità, contributo alla qualità della vita delle comunità locali, servizi essenziali alle persone – ha detto Dario Domenichini – ed è importante che la politica raccolga questo segnale e si attivi in questa o nella prossima legislatura, per una legge che riesca a scongiurare concretamente il rischio di desertificazione commerciale che stiamo vivendo e che inevitabilmente innesca processi di degrado e scarsa valorizzazione dei nostri territori”.

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