L’Associazione: “La Corte di Giustizia europea ribadisce l’importanza della verifica della scarsità delle risorse. Basta soluzioni provvisorie: servono certezze per gli imprenditori, nuovi investimenti e tutela del patrimonio costiero”
«Non condivido la proposta del sindaco di Policoro, Enrico Bianco, di chiedere alla Regione Basilicata una proroga generalizzata di cinque anni delle concessioni demaniali marittime. Pur comprendendo la volontà di tutelare gli operatori turistici, ritengo che questa soluzione rischi di esporre nuovamente il comparto a ricorsi e contenziosi, alimentando quell’incertezza che da anni penalizza le nostre imprese. E soprattutto, cinque anni non rappresentano un orizzonte sufficiente per chi deve programmare investimenti importanti o ricostruire la propria attività». È quanto dichiara Massimo De Lorenzo, rappresentante FIBA Confesercenti Matera, intervenendo sul futuro delle concessioni balneari in Basilicata.
«La strada da seguire è un’altra e trova un importante riferimento nella recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 10 luglio 2026, causa C-574/25, che ha ribadito un principio fondamentale: la scarsità delle risorse naturali deve essere accertata dall’autorità competente sulla base di criteri oggettivi, trasparenti, proporzionati e non discriminatori, sotto il controllo del giudice nazionale. È proprio da qui che la Basilicata deve ripartire, senza dimenticare che il diritto europeo vieta le proroghe automatiche e generalizzate nei casi disciplinati dall’articolo 12 della direttiva Bolkestein.
La Calabria ha già intrapreso questa strada. Con la legge regionale n. 15 del 14 maggio 2026, che il Governo italiano ha deciso di non impugnare, e con le successive linee guida approvate nell’ottobre 2026, ha avviato un percorso fondato sulla valutazione della scarsità della risorsa spiaggia e dell’interesse transfrontaliero certo, cioè verificare l’effettiva scarsità delle spiagge disponibili e valutando se le concessioni presentino un concreto interesse economico per altri Paesi europei, nel pieno rispetto della normativa vigente. Perché la Basilicata non dovrebbe seguire un percorso analogo, adattandolo alle caratteristiche del proprio territorio? La mia proposta è chiara: avviare una ricognizione delle coste lucane, verificare l’effettiva disponibilità delle spiagge e valutare l’individuazione di nuovi tratti destinati alle attività turistico-balneari.
L’obiettivo deve essere non sostituire operatori esistenti con altri, ma ampliare le opportunità economiche, consentendo l’ingresso di nuovi operatori senza sacrificare chi ha già investito sul territorio e garantire spiagge libere e accessibili a tutti. Non una difesa delle posizioni acquisite a discapito della concorrenza, ma un modello equilibrato di sviluppo del nostro patrimonio costiero.
Occorre inoltre prevedere, nelle future procedure e nei limiti consentiti dalla normativa europea, criteri di valorizzazione dell’esperienza professionale e della qualità dei progetti, riconoscendo l’impegno degli imprenditori virtuosi che negli anni hanno investito nella sicurezza, nella sostenibilità ambientale, nell’accessibilità e nella tutela del territorio. Non possiamo poi ignorare quanto accaduto il 2 settembre scorso, quando una violenta tromba d’aria ha devastato numerose strutture turistiche del litorale metapontino provocando danni ingenti e mettendo in difficoltà imprese e famiglie. Come possiamo chiedere a questi imprenditori di ricostruire, investire centinaia di migliaia di euro, accedere al credito e rilanciare le proprie attività senza offrire loro prospettive giuridiche ed economiche solide a lungo termine?
Cinque anni non bastano. Servono strumenti legittimi che consentano di programmare investimenti sostenibili, tutelare quelli non ancora ammortizzati e garantire una reale possibilità di ripartenza. Per queste ragioni rivolgo un appello all’assessore Pepe e al Presidente della Regione Basilicata, alla Giunta e al Consiglio regionale affinché venga avviato immediatamente un tavolo tecnico con le associazioni di categoria, per valutare l’adozione di un percorso normativo e amministrativo ispirato al modello Calabria.
La Basilicata ha un patrimonio costiero straordinario, imprese che hanno contribuito alla crescita del turismo regionale e nuove generazioni che meritano opportunità di investimento. Non possiamo compromettere questo futuro continuando a rincorrere scadenze e proroghe. Al sindaco Bianco dico con chiarezza: condivido l’obiettivo di difendere gli operatori turistici, ma non la strada della proroga generalizzata. Difendere davvero le imprese significa individuare soluzioni capaci di resistere ai ricorsi, garantire certezza del diritto e creare sviluppo. Non chiediamo cinque anni per sopravvivere. Chiediamo regole certe per costruire i prossimi vent’anni del turismo lucano. Perché il futuro delle nostre coste non si proroga: si programma».
Leggi le altre notizie Confesercenti dal territorio
L’articolo Concessioni balneari, Fiba Confesercenti Matera risponde al Sindaco di Policoro Enrico Bianco: “No alla proroga generalizzata di cinque anni. La Basilicata segua il modello Calabria” proviene da Confesercenti Nazionale.