Carburanti, rifornimenti a singhiozzo: rotture di stock anche negli impianti del Padovano

Flavio Convento, presidente FAIB Veneto: «Un impianto senza prodotto resta aperto solo sulla carta. Il cliente non aspetta, va dal concorrente e spesso non torna»

Rotture di stock ripetute e prolungate anche negli impianti della provincia di Padova. Nell’ultima settimana i gestori del territorio hanno segnalato mancati rifornimenti di carburante. Il problema non è locale: il 4 agosto le tre federazioni nazionali dei gestori — FAIB Confesercenti, FEGICA e FIGISC Confcommercio — hanno scritto a Enilive per denunciare criticità segnalate da molte parti del territorio nazionale, accentuate nelle ultime settimane fino a risultare incompatibili con la normale conduzione dell’attività di rifornimento.

«Un impianto senza prodotto resta aperto solo sulla carta – dichiara Flavio Convento, presidente FAIB Veneto –. I costi corrono comunque, il personale è al suo posto, ma la pompa non eroga. E il cliente non aspetta: fa il pieno dal concorrente e spesso non torna».

I danni indicati nella lettera sono tre: disagi alla clientela, a partire dai rifornimenti con le carte aziendali delle flotte; mancate vendite; sviamento della clientela verso impianti concorrenti. A questi si aggiunge il danno d’immagine per i singoli punti vendita, che restano senza alcuna possibilità di compensazione.

«Il colpo più duro arriva dalle flotte – spiega Convento–. Chi rifornisce con la carta carburante ha percorsi obbligati: se trova l’impianto senza gasolio due volte di fila, cambia abitudine. Non è una vendita persa, è un cliente perso».

Le richieste avanzate sono altrettante. Una comunicazione quotidiana e costante con ogni singola gestione, per tutta la durata della criticità, su consegne previste, mancate consegne già registrate e durata stimata delle rotture di stock, così da evitare che un punto vendita resti senza prodotto più dello stretto necessario e da escludere qualsiasi discriminazione tra impianti. L’inserimento del tema nella prossima trattativa per il rinnovo degli Accordi collettivi, con criteri e parametri di compensazione per le gestioni coinvolte. Il sostegno delle federazioni alle richieste di ristoro già presentate dalle gestioni più penalizzate.

Per FAIB il filo che lega i rifornimenti mancati e i prezzi alla pompa è lo stesso: il gestore non controlla né gli uni né gli altri, ma è il primo a pagarne le conseguenze davanti al cliente.

«Lo sconto sulle accise rischia di restare sulla carta: quello che il fisco toglie, il prezzo del greggio se lo riprende – osserva Convento –. Il punto che ripetiamo da anni è semplice. Il prezzo che il cittadino trova alla pompa non lo decide il benzinaio. Le cause dei mancati sconti stanno più in alto lungo la filiera: nelle compagnie petrolifere e nelle quotazioni internazionali del greggio. Su come si forma quel prezzo c’è ancora poca chiarezza. La compagnia trasmette la variazione al gestore per via informatica. Il gestore non ha alcun margine per rifiutarla: la registra, cambia i cartelli, ritara i Pos. Nient’altro».

FAIB Veneto invita i gestori della provincia a segnalare all’associazione i casi di mancato rifornimento, per documentare l’impatto sul territorio in vista del rinnovo degli Accordi collettivi

«Non stiamo cercando un colpevole – conclude il presidente –. Chiediamo di sapere per tempo quando arriva il prodotto e quanto dura l’interruzione, e che chi ha subito i danni maggiori venga compensato. Oggi il rischio è tutto sulle spalle del gestore».

 

 

 

 

L’articolo Carburanti, rifornimenti a singhiozzo: rotture di stock anche negli impianti del Padovano proviene da Confesercenti Nazionale.

Condividi
Confesercenti Toscana
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.