Confesercenti Bologna: Enoturismo Urbano, un ponte tra le cantine e la città

Il libro di Gaetano Lanza raggiunge i vertici delle classifiche Amazon. Dal modello sperimentato nel centro di Bologna parte ora lo sviluppo in franchising della Bottega Esperienziale Botlé®

Il libro Enoturismo Urbano nasce a Bologna dall’esperienza di Gaetano Lanza, imprenditore e membro della Presidenza di Confesercenti Bologna. Pubblicato il 4 settembre da Bruno Editore, nei primi giorni dal lancio l’ebook ha raggiunto i vertici delle classifiche di categoria Amazon, ottenendo fin da subito il contrassegno Best Seller.

Nel libro Lanza formalizza il concetto di Enoturismo Urbano e individua uno spazio di mercato ancora poco presidiato: quello di turisti, residenti, curiosi e appassionati che vivono la città ma che non sempre trovano luoghi dove vivere esperienze immersive legate al vino e ai prodotti locali, capaci di alimentare conoscenza, curiosità e passione. Luoghi pensati per la scoperta, non soltanto per il consumo. Uno spazio di mercato che Lanza definisce «nascosto in bella vista in ogni città».

La visione prende forma in un modello imprenditoriale che non si pone in contrapposizione ai classici ristoranti e wine bar – realtà che Lanza conosce profondamente per averne aperte diverse a Bologna – ma introduce una nuova tipologia di attività commerciale urbana: le Botteghe Esperienziali, luoghi in cui ci si può avvicinare al vino senza sentirsi inadeguati, attraverso esperienze interattive, immersive e accessibili. L’idea è semplice: offrire a chi vive o soggiorna nelle nostre città la possibilità di avvicinarsi al mondo del vino e, grazie a esperienze interattive e immersive, renderlo più accessibile e comprensibile, contribuendo a togliere quell’aura di mistero che ancora oggi può farlo percepire come un mondo distante.

La prima applicazione concreta del modello è la Bottega Esperienziale Botlé® di via Marsala 13/C, nel centro di Bologna: uno spazio senza tavoli, con libertà di movimento e 28 vini sempre disponibili in degustazione, dove prodotti del territorio, tecnologia e relazione con le persone costruiscono un’esperienza accessibile anche a chi non si considera un esperto.

Le esperienze del format prevedono diversi livelli di coinvolgimento: dalla Didattica Interattiva, supportata dalla tecnologia Rewine®, alla Realtà Virtuale, che con i visori VR conduce l’ospite nei vigneti, nelle cantine e nei luoghi di produzione, fino al Blind Tasting, che mette alla prova i sensi con una degustazione a occhi chiusi.

Strumenti diversi, pensati per stimolare curiosità e conoscenza, rendere più immediato l’avvicinamento al vino e permettere anche a chi è meno esperto di partecipare senza sentirsi inadeguato. L’esperienza maturata sul campo ha mostrato come la tecnologia, anziché allontanare le persone, possa diventare un innesco per l’apprendimento e l’interazione. La relazione con le persone resta il cuore del format delle Botteghe Esperienziali.

In oltre due anni di attività, più di 26.000 persone hanno partecipato alle degustazioni interattive, individuali e di gruppo, con un riscontro rafforzato dalle oltre 1.000 recensioni a 5 stelle ricevute. «Alla fine è sempre il mercato a dirci se un’idea funziona oppure no», osserva Lanza.

Forte dei risultati ottenuti sul campo e di una valutazione di scalabilità del modello condotta da società esterna, Botlé® entra ora nella fase di sviluppo della rete in franchising, con l’obiettivo di aprire nuove sedi a partire da marzo 2027, in Italia e all’estero. Il format si rivolge a imprenditori interessati a presidiare un nuovo spazio di mercato tra cantine, città e consumatori.

Classe 1975, Gaetano Lanza ha avviato la sua prima attività imprenditoriale a 22 anni. Nel corso della sua carriera ha maturato esperienza nella ristorazione, nell’hospitality, nella comunicazione, nella formazione e nello sviluppo di nuovi format. Dal 2006 si occupa di comunicazione ed è docente in percorsi dedicati a imprenditori e professionisti. Oggi è alla guida dei progetti Bottega Botlé® e Rewine®, di cui è ideatore e fondatore.

«Enoturismo Urbano – sottolinea Gaetano Lanza – non nasce in contrapposizione all’enoturismo in cantina, ma accanto a esso. Non toglie centralità ai territori e non semplifica il vino: trasforma la città in un’anteprima viva dei luoghi di produzione e in un prolungamento dell’esperienza enoturistica. È un ponte che funziona in due direzioni, dalla città alle cantine e dalle cantine alla città. Il tradizionale commercio del vino è stato costruito sul consumo e sulla vendita. Ristoranti, enoteche e wine bar svolgono bene la funzione per cui sono stati pensati, ma non nascono con l’obiettivo principale di accompagnare le persone in un percorso continuo di conoscenza del vino. Per vivere una reale esperienza di scoperta ci sono i territori di produzione e le cantine, ma raggiungerli richiede tempo, disponibilità, spostamenti e occasioni che non sempre fanno parte della vita quotidiana. L’Enoturismo Urbano prova a colmare proprio questa distanza e apre uno spazio di mercato ancora poco presidiato. Per occuparlo occorre progettare nuovi luoghi urbani, nuovi strumenti di conoscenza e una diversa relazione con il cliente».

«Questo libro è uno strumento – aggiunge Giacomo Bruno, editore del volume – racconta un modello già testato, con numeri reali, errori reali e un sistema pensato per essere replicabile».

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