Giovanni Favia: “Una firma in difesa della micro impresa”. Nicola Stanzani: “Non perdiamo più tempo, salviamo il commercio di vicinato”
“Firmo con convinzione la proposta di Confesercenti e, spero, che molte altre realtà italiane si schierino in difesa della micro impresa di prossimità, del commercio di vicinato, in difesa dell’Italia”. Firmato: Giovanni Favia, imprenditore, gestore di diversi locali pubblici nel centro di Bologna, socio Confesercenti Bologna e fondatore della lista civica “Uniti per Bologna”, in corsa per le elezioni comunali 2027 sotto le Due Torri.
“Ho firmato perché credo che, sul tema del sostegno al commercio di vicinato, non ci si possa più nascondere e non si debba più perdere tempo”. Firmato Nicola Stanzani, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale di Bologna.
Dopo quelle di Matteo lepore, sindaco di Bologna, e di Luisa Guidone, assessora al Commercio, sono queste le ultime due firme di peso arrivate che, nella città di San Petronio, oggi sono state siglate in calce alla proposta di legge di iniziativa popolare lanciata da Confesercenti a livello nazionale sulla rigenerazione urbana e sul sostegno alle attività commerciali e di pubblico esercizio di vicinato.
“L’identità italiana – ha aggiunto Favia – è fatta anche dalle tante micro imprese (negozi, esercizi pubblici, botteghe eccetera) che sono un presidio sociale, culturale e identitario del nostro paese. E vanno tutelati. Stiamo assistendo ad un’ecatombe e l’economia di oggi (molto competitiva) ha messo in pericolo queste attività. Dobbiamo fare di tutto per salvaguardarle. Vado a fare la spesa nel negozietto sotto casa e i miei locali si servono dei produttori del territorio”.
“Ci sono dinamiche – ha sostenuto a sua volta Stanzani – che, nel tempo, sfavoriscono sempre di più il commercio di vicinato che, già, sconta svantaggi importanti rispetto alla grande distribuzione e, ancor di più, rispetto al commercio online. Ma quello del commercio di vicinatoè un valore sociale che nessun altro soggetto può sostituire, nessun’altra azione possa colmare. È necessario che ci rimbocchiamo tutti le maniche. Sia a livello locale, nazionale e anche europeo con politiche che riconoscano questo valore sociale e sostengano il commercio di vicinato. Ritengo che il commercio online che quello della grande distribuzione abbiano un valore. Ma il servizio che dà il commercio di vicinato alla città e alla comunità sia imprescindibile”.
La raccolta delle firme di Confesercenti punta al varo di una legge che istituisca le Zes (Zone economiche speciali) di Prossimità, zone con un regime fiscale di vantaggio per i negozi e pubblici esercizi di vicinato, semplificazioni amministrative, sostegno finanziario, formazione e innovazione. Si può firmare ai banchetti organizzati di volta in volta da Confesercenti. Oppure si può firmare online, dove non c’è bisogno di vidimazione e autentificazione. Basta collegarsi al sito: firmereferendum.giustizia.it. Una volta identificati con lo Spid o la Cie (Carta di identità elettronica), si cerca Legge di iniziativa popolare, quindi Rigenerazione. Appare la proposta di Confesercenti. Cliccando su Sostieni l’iniziativa, si firma il progetto di legge con pieno valore legale.

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