Alle spese per ripartire dopo i danni del 28 agosto si aggiungono bollette in aumento e inflazione al 3,3%. Il presidente della sede territoriale di Cremona, Agostino Boschiroli: «Rischiamo un autunno molto difficile per imprese e consumi»
Alle bollette energetiche in aumento e alla ripresa dell’inflazione si aggiunge, per numerose attività di Cremona e dei comuni limitrofi, il conto dei danni provocati dal violento maltempo del 28 agosto. Locali, strutture e attrezzature da ripristinare rappresentano un’ulteriore spesa in una fase già segnata dalla crescente pressione dei costi. A lanciare l’allarme è Confesercenti della Lombardia Orientale – sede territoriale di Cremona, sulla base delle stime elaborate dall’associazione sui costi energetici e degli ultimi dati Istat sull’inflazione.
Tra giugno e agosto 2026, secondo le rilevazioni di Confesercenti e Gruppo Innova, le imprese italiane del commercio, della somministrazione e dell’accoglienza hanno sostenuto circa 870 milioni di euro di maggiori costi energetici rispetto allo stesso periodo del 2025: circa 700 milioni per l’elettricità e 170 milioni per il gas. Gli incrementi della bolletta elettrica hanno superato mediamente il 40%: per un esercizio alimentare l’aumento stimato è del 41,3%, per un negozio non alimentare del 40,9%, per un bar del 44% e per un ristorante arriva al 47,6%.
«Sono dati nazionali, ma descrivono una dinamica che interessa direttamente anche il nostro tessuto imprenditoriale – sottolinea Agostino Boschiroli, presidente della sede territoriale di Cremona di Confesercenti della Lombardia Orientale –. Per moltissime micro e piccole imprese l’energia rappresenta un costo difficilmente comprimibile, perché alimenta impianti e attrezzature indispensabili alla normale attività».
A pesare durante l’estate sono stati sia i maggiori consumi determinati dalle temperature elevate, sia l’aumento del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso: tra giugno e agosto il Pun è cresciuto di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025.
La preoccupazione, però, non riguarda soltanto i bilanci aziendali. Secondo la stima preliminare dell’Istat, ad agosto l’inflazione nazionale è salita al 3,3% su base annua, rispetto al 2,9% di luglio, raggiungendo il livello più alto dall’inizio del 2026. A spingere l’indice sono soprattutto gli energetici e, secondo Confesercenti nazionale, il permanere degli attuali livelli dei prezzi dell’energia rende concreto il rischio di avvicinarsi al 4% nell’ultimo trimestre dell’anno.
«Le imprese possono cercare di assorbire gli aumenti, riducendo margini che in molti casi sono già limitati, oppure trasferirne almeno una parte sui prezzi finali, indebolendo ulteriormente la capacità di spesa delle famiglie – spiega Confesercenti Cremona –. Il rischio è un circolo vizioso: energia più cara, prezzi più alti, consumi più deboli e minori risorse da destinare agli investimenti e all’occupazione».
A questo scenario si sommano le conseguenze del maltempo che venerdì 28 agosto ha colpito Cremona e le zone limitrofe. Per le attività danneggiate all’incremento dei normali costi di gestione si aggiungono ora le spese necessarie per ripristinare locali, strutture e attrezzature e tornare alla piena operatività. Per alcune imprese del nostro territorio alla crescita delle bollette e alla debolezza dei consumi si aggiungono improvvisamente anche i costi della ripartenza dopo il maltempo. È una sovrapposizione di criticità che pesa soprattutto sulle attività più piccole, con minori margini finanziari per affrontare spese impreviste.
Occorre quindi verificare quali strumenti potranno essere messi a disposizione delle realtà danneggiate. A preoccupare è ora anche l’avvicinarsi della stagione fredda. Dopo l’aumento dell’elettricità nei tre mesi estivi il prezzo del gas è cresciuto di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025. Eventuali ulteriori rincari rischiano di esercitare una nuova pressione sui bilanci delle imprese e delle famiglie. L’autunno sarà un passaggio delicato: occorre evitare che il costo dell’energia diventi un ulteriore freno a una domanda interna che presenta già elementi di debolezza. Quando le famiglie sono costrette a destinare una quota crescente del reddito alle spese obbligate, diminuiscono inevitabilmente le risorse per gli altri consumi e a risentirne per prime sono proprio le attività che vivono della domanda locale.
Confesercenti della Lombardia Orientale condivide quindi la richiesta avanzata dall’associazione nazionale al Governo affinché intervenga in maniera strutturale sul costo dell’energia, a partire dalle componenti Asos della bolletta e dalla fiscalità energetica, evitando che ogni nuova tensione sui mercati si traduca automaticamente in maggiori costi per imprese e cittadini. Non possiamo affrontare ogni impennata dei costi energetici come un’emergenza temporanea: servono interventi strutturali per ridurre il peso delle bollette e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie. Nel Cremonese questa esigenza è ancora più urgente, perché diverse attività devono anche ripartire dopo i danni del 28 agosto.
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