Confesercenti Parma: Legge popolare per il commercio di prossimità, al via la raccolta di 50.000 firme

50.000 firme per rigenerare i centri urbani e salvare i negozi di quartiere

È stata depositata presso la Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, promossa da Confesercenti Nazionale. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale prende avvio la raccolta delle 50.000 firme necessarie per l’approvazione parlamentare. L’obiettivo è raggiungere la soglia entro fine ottobre 2026: sei mesi per costruire un segnale politico forte a difesa del commercio di vicinato. Il provvedimento interviene sulla progressiva rarefazione commerciale che svuota centri urbani, quartieri e piccoli comuni, aggravata dalla crescita dell’e-commerce, dall’aumento dei costi energetici e dei canoni di locazione. Fenomeni che le sole norme urbanistiche non bastano ad arginare: servono strumenti proattivi di sostegno economico.

Al centro della proposta le Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro): aree individuate da Regioni e Province autonome per programmi di rivitalizzazione delle attività di vicinato, con regime fiscale agevolato, sostegno finanziario e semplificazione amministrativa. Completano il quadro un Osservatorio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e un Fondo dedicato agli interventi attuativi.

“Tenere aperta un’attività sul territorio è un atto di interesse pubblico”. sottolinea Francesca Chittolini, presidente di Confesercenti Parma. “Chiediamo allo Stato strumenti dedicati e ai cittadini di scegliere un modello economico che crea ricchezza e occupazione locali, garantendo accesso a beni e servizi essenziali. I negozi di vicinato sono presidi sociali, di sicurezza e custodi dell’identità di un territorio e delle sue tradizioni. Interi paesi si ritrovano oggi senza un negozio di alimentare o un benzinaio, mentre la popolazione invecchia e il bisogno di servizi vicini cresce. Senza commercio di prossimità le città rischiano di diventare dormitori: meno sicure, meno accoglienti, meno vive. Una città vissuta è anche più attrattiva per il turismo. Firmare questa legge significa scegliere che tipo di luoghi vogliamo abitare”.

“È un gioco di squadra”, aggiunge Antonio Vinci, direttore di Confesercenti Parma. “Tutti possono contribuire; ogni firma può fare la differenza. Si può firmare su confesercentiparma.it con SPID o Carta d’Identità Elettronica, oppure di persona nella nostra sede di via La Spezia e nei punti di raccolta nelle città italiane. Sei mesi, 50.000 firme: ce la facciamo insieme”.

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