Confesercenti Torino: metro e blackout, “Le vicende sono diverse, ma la vittima è la stessa, il commercio”

Il presidente Nettis: “Solidarietà ai lavoratori in sciopero, ma i negozi di corso Francia hanno bisogno di più sostegno. Il Comune intervenga con ancora maggiore determinazione su Iren e Ireti per evitare altre interruzioni di energia elettrica”

“Le due vicende sono diverse, ma in entrambi i casi stanno impattando negativamente sul commercio“: Vincenzo Nettis, presidente di Confesercenti Torino interviene sui ripetuti blackout di questi giorni e sul blocco del cantiere della metropolitana. “Massima solidarietà – dice Nettis – ai lavoratori in sciopero, vittime di una vicenda aziendale che mette in pericolo i loro stipendi. L’altra vittima sono i negozi del tratto di corso Francia interessato dai lavori che – non certamente per colpa dei lavoratori – subiscono un nuovo stop, dopo i tanti ritardi e rallentamenti del passato. È a rischio un intero tessuto commerciale, che mai come in questo momento tutelato. Durante la nostra recente assemblea elettiva il sindaco di Torino si è impegnato a rafforzare le misure di sostegno al commercio di prossimità in caso di cantieri. Questa è la strada, anche aumentando le penali alle imprese in caso di ritardi nei lavori, se si vuole evitare un ulteriore depauperamento delle attività commerciali”.

“Quanto ai back out – continua Nettis – credo che il Comune – di cui apprezziamo il forte impegno dimostrato in questi giorni – debba esercitare ancor più pressione nei confronti di Iren e Irreti e pretendere infrastrutture che tempestivamente sopperiscano alle interruzioni. Nessuno nega che stiamo vivendo giorni di caldo eccezionale, ma bisogna essere consapevoli che queste condizioni estreme sono e saranno sempre più frequenti. Dunque è necessario accelerare e potenziare il piano di ammodernamento e rafforzamento della rete. Intanto, però, chiediamo che in caso di blackout gli interventi siano ancor più celeri ed efficaci, perché – oltre ai cittadini – è il piccolo commercio a farne le spese, nonostante adotti comportamenti volti a ottimizzare i consumi e a non sprecare. A differenza – conclude Nettis – di molte grandi catene commerciali che utilizzano grandi quantità di energia per i condizionatori continuando a lasciare le porte aperte”.

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