L’Italia rientra tra i Paesi europei più esposti allo shock energetico del 2026, con un impatto stimato tra 350 e 450 euro a famiglia nello scenario base e fino a 1.800 euro in caso di shock severo.
Lo ha riferito Oya Celasun, vicedirettore per l’Europa del Fondo monetario, ieri all’Eurogruppo.
Sul fronte dei conti pubblici, l’Fmi stima che il costo delle misure adottate dai Paesi Ue nel 2026 si collochi attorno allo 0,18% del Pil.
Applicando la stessa metodologia al caso italiano, il costo complessivo delle misure già in campo – tra proroghe dei crediti d’imposta per le imprese, interventi sulle bollette e riduzioni sui carburanti – si attesterebbe tra 0,15 e 0,20% del Pil, pari a 3-4 miliardi di euro.
Il Fondo sottolinea inoltre che un sostegno mirato al 20% più povero delle famiglie italiane avrebbe un costo contenuto: circa 600 milioni nello scenario base e fino a 3 miliardi in caso di shock severo.
Al contrario, le misure generalizzate – come tagli alle accise o limiti ai prezzi – continuano a favorire in misura maggiore i redditi più alti.
La raccomandazione dell’Fmi ai governi, Italia inclusa, è di concentrare gli interventi su trasferimenti mirati e temporanei, evitando sussidi ai prezzi che “assorbono risorse elevate e distribuiscono benefici in modo regressivo”.
L’articolo Fmi: impatto caro-energia in Italia fino a 450 euro famiglia proviene da Confesercenti Nazionale.