Filippo Grassi (Fiepet Confesercenti) intervistato da Adnkronos: “Salvaguardare le discoteche, rischio anarchia”

“Le discoteche andrebbero salvaguardate come i panda, se vengono chiuse si ritorna all’anarchia, come è successo durante il Covid, quando i ragazzi si riversarono nelle piazze, con i sindaci che avevano le mani nei capelli per gli schiamazzi notturni e quant’altro”. Così Filippo Grassi, responsabile intrattenimento e discoteche di Fiepet Confesercenti, intervistato da Adnkronos a quasi un mese dalla tragedia avvenuta nel bar ‘Le Constellation’ di Crans Montana in Svizzera.

“In Italia siamo messi bene perché le discoteche non possono prendere fuoco, questo episodio, guarda caso è successo in un bar”, continua Grassi. “Tuttavia, bisogna prestare maggiore attenzione dove si va. Gli avventori, devono capire dove vanno a ballare, perché se vai in un posto che non è a norma è chiaro che può succedere anche l’irreparabile. Noi come Fiepet abbiamo emesso un decalogo una ventina di giorni fa, subito dopo la tragedia di Crans Montana, su quello che si può fare e quello che non si può fare nelle varie tipologie di locali – spiega – in base alle norme sulla sicurezza, perché un bar ha un basso rischio mentre la discoteca ha un alto rischio. E le normative in Italia sono tra le più severe in Europa e forse nel mondo. Basta osservarle”.

“La cosa fondamentale per noi – aggiunge Grassi – è avere personale qualificato in grado di effettuare un servizio di sicurezza con certificazione di primo soccorso e antincendio per intervenire e prevenire, e anche svolgere un servizio di ordine pubblico, in base ai protocolli d’intesa con il ministero dell’Interno. Addirittura in certi casi è previsto un servizio di autoambulanza nei paraggi”.

La tragedia di Crans Montana ha avuto un contraccolpo sul giro d’affari delle discoteche in Italia. La conferma arriva da Fiepet Confesercenti. “A gennaio abbiamo riscontrato un po’ di calo dell’affluenza di chi frequenta le discoteche in varie zone di Italia. Un po’ di flessione ci sta subito dopo l’evento, soprattutto la sera della Befana abbiamo riscontrato un notevole calo ma va detto che a gennaio molte sono chiuse. Ora si guarda al Carnevale che sarà il vero banco di prova”.

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