“Le dichiarazioni del ministro Musumeci, che invita a verificare quanti esercizi fossero assicurati, pongono un punto che va chiarito subito: la polizza ‘cat nat’ obbligatoria per le imprese, per come è stata definita, non copre le mareggiate. Per questo è assurdo richiamare la polizza come criterio per restringere o condizionare gli aiuti dopo i danni provocati dal ciclone Harry alle zone costiere di Sicilia, Sardegna e Calabria”.
Così Confesercenti commenta le dichiarazioni del ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci.
“Chi si è assicurato rischia di non essere rimborsato perché l’evento non rientra nelle coperture previste, ma potrebbe comunque accedere ai contributi pubblici. Chi non è assicurato, invece, rischia di restare escluso dai ristori pubblici proprio perché non ha una polizza, anche se quella polizza non avrebbe comunque coperto quel danno. Un sistema che non tutela nessuno in modo coerente e che, anziché accelerare la ripartenza, aggiunge confusione”.
“A complicare ulteriormente le cose c’è il regime delle proroghe e delle scadenze differenziate per categorie, con il rischio di creare trattamenti diversi tra attività colpite dallo stesso evento: bar e attività ricettive, che hanno avuto la proroga dell’obbligo al 30 marzo, potranno avere contributi pubblici anche se non assicurati. Gli altri no. Un pasticciaccio che va corretto subito. Gli aiuti devono seguire il danno e la necessità di ripartenza dei territori: non si lasci indietro nessuno”.
L’articolo Maltempo: Confesercenti, paradosso ‘cat nat’. Mareggiate fuori dal perimetro, non siano un pretesto per ridurre aiuti proviene da Confesercenti Nazionale.