“Le performance economiche dell’Italia sono migliorate negli ultimi dieci anni, dopo le crisi dell’inizio degli anni 2010, e la produzione pro capite è in aumento. La crescita dell’occupazione è stata il principale motore di questo miglioramento. La disoccupazione è scesa a livelli storicamente bassi e un numero maggiore di donne e di lavoratori senior è entrato nel mercato del lavoro. Gli investimenti sono aumentati”.
E’ quanto sostiene l’Ocse nel rapporto sulle basi della crescita e della competitività pubblicato oggi sottolineando che “nei prossimi anni, le pressioni sulla spesa per difesa, pensioni e cambiamento climatico aumenteranno, mentre i bisogni di investimento pubblico resteranno elevati, rendendo più complesso il processo di risanamento dei conti pubblici”.
Per aumentare i tassi di crescita economica, sottolinea l’organizzazione internazionale con sede a Parigi, “sarà necessario affrontare le difficoltà legate al rapido invecchiamento della popolazione, aggravate da un tasso di partecipazione al lavoro di donne e giovani inferiore rispetto alla maggior parte dei paesi comparabili, nonostante i recenti progressi, nonché da significative carenze di competenze”. Stimolare gli investimenti del settore privato, in particolare nella ricerca e nell’innovazione, osserva l’Ocse, “accelererebbe la crescita della produttività”.
Il rapporto debito/pil dell’Italia, vicino al 150% (137% secondo i criteri di Maastricht), si osserva nel rapporto, “è tra i più elevati nei paesi dell’Ocse. Questo ha contribuito ad ampliare gli spread sui tassi di interesse, ad aumentare i costi di finanziamento per gli investitori, a mettere sotto pressione il sistema finanziario e a ridurre lo spazio di bilancio necessario per preservare e sviluppare il capitale umano e le infrastrutture. Negli ultimi anni, la generosità dei crediti d’imposta ha peggiorato i conti pubblici, anche se il rapporto debito/pil dovrebbe iniziare a diminuire man mano che gli effetti di tali misure si attenueranno. Inoltre, il piano di bilancio e strutturale di medio termine prevede una riduzione del deficit, contribuendo a ridurre gli spread e a migliorare il rating finanziario”.
L’Ocse raccomanda all’Italia “in linea con il quadro di bilancio a medio termine” di “ridurre la spesa in rapporto al pil e utilizzare le entrate straordinarie per ridurre il deficit e raggiungere gli obiettivi di medio termine”; “rafforzare ulteriormente la spending review rendendone più ambiziosi sia l’ambito sia gli obiettivi di risparmio” e “ampliare la base imponibile continuando a contrastare l’evasione fiscale, riducendo le spese fiscali e migliorando l’efficienza dell’amministrazione tributaria, anche attraverso un maggiore utilizzo dei pagamenti digitali e l’aggiornamento dei criteri di calcolo dell’imposta sulla proprietà”.
L’articolo OCSE: ” Le performance dell’Italia sono migliorate negli ultimi dieci anni, ma il risanamento dei conti sarà difficile in futuro” proviene da Confesercenti Nazionale.