Economia, Confesercenti Toscana: spopolamento, turismo e digitale trasformano le imprese. Rigenerazione urbana per governare il cambiamento

Assemblea regionale a Palazzo Vecchio: presenze turistiche +2,5% nel 2025, ma imprese del commercio al dettaglio -15,2% in dieci anni e oltre 74mila residenti in meno. Intanto, bollette ancora del 40% sopra i livelli pre-Covid e affitti commerciali fino a +27,9%. Gronchi riconfermato presidente

Martedì, 9 giugno 2026 – La Toscana cambia pelle. Turismo, digitale, nuove infrastrutture e spinta dell’export stanno modificando la struttura dell’economia regionale, i consumi e l’organizzazione delle città. Crescono le attività legate all’accoglienza, alla ristorazione, alle esperienze e ai servizi digitali, mentre il commercio tradizionale – anche a causa dell’inverno demografico – arretra e si trasforma. Un cambiamento che apre nuove opportunità, ma che rischia anche di ampliare i divari tra territori.

È la lettura portata da Confesercenti Toscana all’Assemblea regionale riunita oggi nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, dal titolo “Imprese e territori: rigenerare l’Italia, rilanciare l’economia”. Al centro dei lavori, la necessità di governare la trasformazione senza lasciare indietro il commercio di prossimità e le aree più fragili. L’Assemblea ha riconfermato Gronchi alla presidenza di Confesercenti Toscana, incarico che ricopre dal 2015 e che mantiene insieme alla presidenza nazionale, assunta nel luglio del 2025. Ai lavori hanno preso parte, tra gli altri, la sindaca di Firenze Sara Funaro, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la presidente del Consiglio regionale della Toscana Stefania Saccardi, l’assessore regionale all’Economia Leonardo Marras, la presidente di Anci Toscana Susanna Cenni e l’europarlamentare Dario Nardella.

Il turismo è uno dei principali motori del cambiamento. Nel 2025 le presenze in regione sono aumentate del 2,5%, sostenute soprattutto dalle città d’arte e dalle forme di turismo legate alle esperienze e al territorio. Cambia anche la composizione dei visitatori: diminuiscono gli stranieri e aumentano gli italiani e i turisti di corto raggio.

Parallelamente cresce il peso dell’economia digitale. Delivery, e-commerce, marketplace e piattaforme di prenotazione modificano le modalità di acquisto e il rapporto tra imprese e consumatori, mentre il commercio integra nuovi servizi e si lega sempre più al turismo e alla fruizione delle città.

“Chi pensava che centri commerciali, e-commerce, marketplace e intelligenza artificiale avrebbero distrutto il commercio e le nostre città si sbagliava: il commercio non scompare, si trasforma; le città si modellano ed è proprio per questo che oggi è più moderno che mai – ha dichiarato il presidente di Confesercenti Toscana, Nico Gronchi -. Meno commercio tradizionale e più digitale, più turismo, nuove infrastrutture: sono i volti diversi di una stessa regione in trasformazione. Ma il cambiamento lascia indietro i territori più deboli e va governato”.

La trasformazione, infatti, non procede ovunque allo stesso modo. Negli ultimi dieci anni le imprese del commercio al dettaglio in Toscana sono diminuite del 15,2%, con una flessione che sale al 18,5% nei comuni sotto i 5.000 abitanti, 119 su 273. È la desertificazione commerciale, che Gronchi definisce “il volto economico dello spopolamento”, effetto più visibile del calo demografico: tra il 2014 e il 2023 la Toscana ha perso oltre 74.000 residenti, con effetti più marcati nei piccoli comuni.

Un fenomeno reso più dirompente dall’aumento dei costi che gravano sulle imprese. Secondo le elaborazioni di Confesercenti su dati Istat e Arera, dopo i picchi del 2023 le bollette restano intorno al 40% sopra i livelli pre-Covid. Per un ristorante, la spesa annua per il gas è salita da 4.900 a 7.500 euro (+53%) e quella per l’elettricità da 9.000 a 11.300 euro (+25,6%), con un aggravio per il terziario stimato a livello nazionale in circa 3 miliardi di euro l’anno.

Alla pressione energetica si aggiunge quella degli affitti commerciali. A Firenze, nella zona del Duomo, la locazione dei negozi è aumentata del 27,9%, sospinta dai valori immobiliari legati alla pressione turistica. Un rincaro che rischia di espellere dal mercato le attività di vicinato.

La risposta, per Confesercenti, passa da un processo di rigenerazione urbana capace di sostenere insieme commercio, turismo, servizi e territori. È il senso della proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, depositata il 18 maggio presso la Corte di cassazione.

La proposta istituisce le Zone economiche speciali di prossimità, con incentivi, bandi, semplificazioni e sgravi fiscali, insieme a un osservatorio sulla desertificazione commerciale e a un fondo dedicato. L’obiettivo è accompagnare la trasformazione delle economie locali, favorire l’innovazione delle imprese e mantenere una rete diffusa di attività e servizi.

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