La proposta del presidente regionale Fiba Guerrini muove dalla recente pronuncia UE per chiedere criteri omogenei per i Comuni e sollecitare Roma su una corretta applicazione dell’art. 12 della Direttiva Servizi. Riconosciuto l’impegno storico della Regione, dalla L.R. 31/2000 al tema degli indennizzi.
Firenze, 31 luglio 2026 – FIBA Confesercenti Toscana ha trasmesso all’assessore regionale all’Economia e al Turismo, Leonardo Marras, una circostanziata proposta per avviare un percorso politico, tecnico e normativo sulla valutazione della scarsità della risorsa demaniale marittima, sollecitando contestualmente un’iniziativa della Regione nei confronti del Governo nazionale.
L’iniziativa del presidente regionale di FIBA Confesercenti Toscana Simone Guerrini fa seguito alla recente ordinanza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 10 luglio 2026 (causa C-574/25 “Balneari Rimini II”). “La pronuncia europea – spiega Guerrini – ha ribadito un principio fondamentale: la scarsità delle risorse naturali non può essere data per scontata né presunta, ma deve essere concretamente accertata dall’autorità nazionale competente attraverso criteri oggettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati”.
Nel testo inviato all’assessore Marras, FIBA Confesercenti evidenzia come la Regione Toscana si sia sempre distinta per la propria disponibilità e per la costante ricerca di strumenti propiziatori volti a riordinare e tutelare il comparto balneare. Un impegno testimoniato, tra l’altro, dal lavoro svolto nell’ultima revisione della Legge Regionale 31/2000, con cui la Regione aveva introdotto il principio del riconoscimento dell’indennizzo a tutela degli investimenti effettuati dalle imprese (norma successivamente impugnata dal Governo centrale).
“Poiché le funzioni amministrative sulle concessioni sono delegate ai Comuni, la dimensione locale rischia di generare un’applicazione frammentata e disomogenea – dichiara Guerrini -. Chiediamo alla Regione di assumere una regia forte per evitare che ogni amministrazione proceda in modo isolato. La valutazione della scarsità non può limitarsi a un mero calcolo matematico: deve analizzare le aree effettivamente concedibili, la quota di spiagge libere, i vincoli ambientali e i Piani di Utilizzazione degli Arenili (PUA), rispecchiando le reali diversità delle nostre coste”.
Parallelamente, FIBA Confesercenti Toscana chiede alla Regione di farsi promotrice di un percorso di stimolo nei confronti del Governo nazionale, affinché si giunga a una corretta lettura e applicazione dell’Articolo 12 della Direttiva Bolkestein (2006/123/CE). “L’articolo prevede infatti che le procedure di selezione siano indette unicamente laddove il numero di autorizzazioni sia limitato a causa della scarsità delle risorse naturali: un presupposto che – conclude Guerrini “deve essere accertato prima di qualsiasi automatismo sulle evidenze pubbliche”.