Confesercenti BAT: il 9 e il 10 settembre si potrà firmare a Trani per la proposta di legge di iniziativa popolare di Confesercenti

“L’allarme di Confesercenti sulla decrescita degli esercizi di vicinato non va sottovalutato”

Il 9 e 10 Settembre prossimi anche noi a Trani, in rappresentanza della Provincia B.A.T., dobbiamo impegnarci a raccogliere le firme necessarie (500.000 a livello nazionale) per sostenere la nostra proposta di legge di iniziativa popolare denominata “Misure per la Rigenerazione Urbana del Commercio e dei servizi di prossimità”

Come può evincersi dalla lettura e dalle analisi dei dati rilevati dallo studio di Confesercenti nazionale che presenta il conto, a cominciare dalla preoccupante chiusura, dal 2019 al 2025, di 111.455 attività commerciali in tutta Italia.

Il processo di desertificazione che sta colpendo l’Italia, e con essa anche il ns. territorio, sta dimostrando gli effetti devastanti per la nostra Comunità, le cui vendite del commercio e servizi sono sempre più “delocalizzate”.

In termini economici, al contrario, le imprese di prossimità “non delocalizzano”: investono dove operano, creano lavoro locale e contribuiscono ogni giorno alla tenuta economica e sociale delle comunità.

Si calcola infatti (rimandando alle tabelle allegate l’approfondimento numerico) che, per ogni 100 euro spesi nelle attività commerciali fisiche, 70 euro restano e si radicano nel  territorio; mentre, per ogni 100 euro spesi nelle vendite “on-line”, 70 euro si delocalizzano e vanno altrove, fuori dal ns. territorio, locale e nazionale.

Partendo dai Dati delle Camere di Commercio, ad ogni impresa cessata è stato attribuito, secondo una ipotesi prudenziale, un fatturato medio annuo di euro 100 mila, la cui elaborazione finale ha determinato la costituzione di un indicatore convenzionale dei consumi potenzialmente sottratti al territorio, ovvero della spesa locale potenzialmente dirottata verso il commercio “on line”.

Evidenziando la riduzione degli esercizi commerciali fisici, si sta determinando inesorabilmente una profonda trasformazione della economia dei ns. territori che attesta un cambiamento nelle abitudini di acquisto dei consumatori.

Nel nostro territorio provinciale B.A.T., per esempio, si evidenzia, nel periodo 2019 – 2025, a fronte di una presenza iniziale 2019 di 6.213 imprese registrate, nel 2025 si sono ridotte a 5.322 con un calo numerico di 891 imprese, rappresentando una variazione negativa del 14,3 % con una ricchezza perduta di 134 milioni di euro. Dato preoccupante se lo si paragona alla Puglia (- 9,5%) ed al dato SUD (- 10,4%). Percentuale maggiore persino del dato nazionale che si attesta a – 13,4%.

Meglio, sia pur sempre molto negativo, è il dato relativo ai Comuni Capoluoghi (per la BAT chiaramente il dato è cumulato). A fronte di un n° di imprese registrate il 2019 pari a 4.097, il 2025 il n° è sceso a 3.535, con una diminuzione di imprese registrate pari a n. 562, con una percentuale del 13,7% ed una perdita di ricchezza di 84 milioni di euro. Dati, dunque, preoccupanti, maggiori, anche se in forma più live, se paragonati alla Puglia con una percentuale negativa del -9,7% ed al SUD del – 10,7%. Meglio però del dato nazionale che si attesta ad una percentuale del – 14.3%.

La nota con i dati

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