Il Presidente Terzi: “Margini sempre più stretti che stanno portando a una vera e propria moria dei punti vendita, Tra il 2019 e il 2025 l’Italia ha perso quasi 8mila librerie e cartolibrerie”
“L’aumento dei prezzi dei libri di testo – intorno al 2% annuo – è rimasto contenuto perché gli editori hanno compresso i margini riconosciuti ai punti venditi. Margini che, negli ultimi 20 anni, sono scesi dal 25% circa all’attuale 13-15%”.
Così Antonio Terzi, Presidente del Sindacato Italiano Librai SIL Confesercenti, prende nuovamente posizione rispetto ad alcuni ‘studi’, diffusi alla stampa da varie associazioni, che indicano librerie e cartolibrerie come responsabili del caro libri.
“La riduzione dei margini, insieme all’inverno demografico e alla contrazione della platea dei lettori, ha portato alla moria dei punti vendita. I dati sulle imprese parlano chiaro: tra il 2019 e il 2025 l’Italia ha perso quasi 8mila librerie e cartolibrerie, un calo del 23,8% in soli sei anni. Esercizi che spariscono da comuni di ogni dimensione. Un fenomeno che non risparmia nessun territorio, comprese le realtà dove la libreria spesso è – o era – l’unico presidio culturale rimasto”.
“Da anni chiediamo, inascoltati, alla politica di avviare un confronto sul tema”, continua Terzi. “Più delle polemiche, infatti, sarebbe utile cercare soluzioni che tengano insieme le esigenze dell’utenza e l’impellente necessità che non spariscano altri servizi dai territori. Confesercenti e il SIL non si rassegnano a veder proseguire questa tendenza, e nemmeno ad accettare che la categoria venga ingiustamente additata come ‘fonte’ degli aumenti. Una categoria che, invece, sin da giugno si sta indebitando: i fornitori dei testi delle scuole, infatti, vengono pagati nel momento in cui consegnano i libri agli esercenti, non al momento in cui questi vengono venduti ai consumatori finali. Un sacrificio che le librerie e le cartolibrerie fanno per permettere il regolare funzionamento di tutto il sistema. A pagare il prezzo delle chiusure, quindi, non saranno solo gli imprenditori, ma anche i consumatori. Quando si acquista un libro di scuola non conta solo il prezzo sul retro di copertina, conta poter contare su qualcuno che risponde, che consiglia, che risolve un problema. Un valore di cui solo chi ha una libreria sotto casa può ancora beneficiare e che, chiusura dopo chiusura, stiamo rischiando di perdere per sempre”.
Librerie e cartolibrerie – variazione imprese registrate 2019-2025. Fonte: Elaborazioni Confesercenti su dati camerali
| Area | Librerie e cartolibrerie | |||
| 2019 | 2025 | Differenza 2025/2019 | ||
| Nord-ovest | 8.182 | 6.104 | -2.078 | -25,4% |
| Nord-est | 5.379 | 3.976 | -1.403 | -26,1% |
| Centro | 7.526 | 5.347 | -2.179 | -29,0% |
| Sud | 8.285 | 6.750 | -1.535 | -18,5% |
| Isole | 3.727 | 3.036 | -691 | -18,5% |
| ITALIA | 33.099 | 25.213 | -7.886 | -23,8% |
L’articolo Scuola: Sil Confesercenti, basta accuse infondate, i librai non sono il problema, sono anzi un argine al caro libri proviene da Confesercenti Nazionale.